Fondo Nazionale di Previdenza
per i Lavoratori dei Giornali Quotidiani
Fondo Nazionale di Previdenza
per i Lavoratori dei Giornali Quotidiani

Comunicazione al pubblico da parte del Fondo in materia di politica di impegno

La presente Sezione del documento definisce la politica di impegno del Fondo Nazionale di Previdenza per i Lavoratori dei Giornali Quotidiani “Fiorenzo Casella” (di seguito “Fondo pensione” o “Fondo”), secondo quanto richiesto dall’articolo 124-quinquies del Dlgs n. 58/1998 (TUF), introdotto dal Dlgs. 49/2019 che ha dato attuazione in Italia alla Direttiva (UE) 2017/828 (c.d. “Shareholder Rights Directive II”, nel seguito “SHRD II”) in tema di incoraggiamento dell’impegno a lungo termine degli azionisti.
In particolare, il comma 1 dell’articolo in questione prevede che il Fondo pensione, al pari degli altri investitori istituzionali, adotti e comunichi al pubblico una “politica di impegno”, che descrive le modalità con cui integra l’impegno in qualità di azionista (segnatamente, con riferimento alle azioni quotate su mercati italiani o dell’Unione europea) nella sua strategia di investimento, mentre il comma 3 consente all’investitore istituzionale di fornire al pubblico una comunicazione chiara e motivata delle ragioni alla base dell’eventuale scelta di non adempiere ad una o più delle disposizioni in questione.
Il Fondo pensione ha ritenuto di non adottare una politica di impegno in qualità di azionista, sulla base delle motivazioni che sono di seguito illustrate.

Le caratteristiche dell’investimento azionario del Fondo pensione
Il Fondo pensione per quanto riguarda la gestione delle sue risorse, ivi inclusi gli investimenti azionari, segue il criterio di “adeguata diversificazione del portafoglio finalizzata a contenere la concentrazione del rischio e la dipendenza del risultato della gestione da determinati emittenti, gruppi di imprese, settori di attività e aree geografiche” previsto dall’articolo 3, comma 1, lettera b) del DM Finanze n. 166/2014, che definisce le norme in materia di criteri e limiti di investimento delle risorse dei fondi pensione.
Di conseguenza, gli investimenti del Fondo pensione appaiono molto diversificati tra differenti tipologie di strumenti finanziari, emittenti, aree geografiche e divise; tale differenziazione riguarda anche la categoria di strumenti finanziari interessati dalla definizione della politica di impegno (azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di un altro Stato membro dell’Unione europea).

Alla data del 30.12.2020, le azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di un altro Stato membro dell’Unione europea costituivano complessivamente il 5,88% delle risorse in gestione e una sola posizione azionaria risultava avere un peso almeno pari all’1,00% del patrimonio in gestione.
Questa ridotta incidenza, imputabile in massima parte al citato criterio della diversificazione, condiziona evidentemente l’investimento nelle singole Società e, di conseguenza, l’incidenza dei diritti di voto spettante al Fondo pensione sul totale del capitale di ciascuna Società partecipata.

La predetta situazione rappresenta una caratteristica strutturale della gestione patrimoniale del Fondo pensione, in quanto deriva, come detto, dall’ottemperanza ad una disposizione di carattere generale che disciplina le modalità di investimento dei fondi pensione; pertanto, al di là dei singoli dati numerici, evidentemente variabili nei loro valori contingenti, si tratta di una costante della strategia di investimento seguita dal Fondo.

Va inoltre considerato che i costi connessi alla partecipazione alle Assemblee delle Società – peraltro appartenenti a Paesi e settori molto differenziati – appaiono elevati, sia in termini di attivazione delle necessarie
procedure con i gestori finanziari e con la Banca depositaria sia derivanti dalla necessità di approfondire le tematiche all’ordine del giorno di ciascuna Assemblea; tali costi sarebbero destinati a ricadere sugli aderenti, nel cui esclusivo interesse il Consiglio di Amministrazione è chiamato ad operare, senza che, allo stato, sia possibile identificare il concreto contributo positivo che possa derivare da tale impegno.

L’articolazione del modello gestionale adottato dal fondo pensione
Oltre a queste motivazioni, derivanti dall’adempimento dell’obbligo regolamentare di diversificazione del portafoglio, un secondo ordine di valutazioni deriva dalla struttura gestionale adottata dal Fondo pensione, caratterizzata:

  • dal conferimento della totalità delle risorse a un gestore esterno, con un residuo ricorso a forme di gestione diretta in azioni di Società quotate;
  • da una gestione dinamica svolta dal gestore che presuppone una logica di movimentazione delle posizioni rimessa alla totale autonomia del gestore stesso.

Questo modello gestionale fa sì che il Fondo pensione, in attuazione delle prescrizioni derivanti dal quadro normativo di riferimento, abbia pertanto demandato le singole scelte di investimento ai gestori, nel rispetto della politica di investimento adottata dal Fondo stesso.
In conseguenza di ciò, anche in materia di investimento azionario, non è possibile individuare scelte di investimento strategico di lungo periodo in alcune particolari Società; al contrario, il gestore può, nel rispetto dei limiti previsti dal mandato, procedere in qualsiasi momento alla dismissione dei singoli titoli azionari.
Questa impostazione rende difficilmente realizzabile una politica di impegno, in quanto, ancorché il Fondo pensione possa attivare le procedure necessarie per esercitare i diritti di voto derivanti dalle partecipazioni azionarie in portafoglio, l’esercizio di tale facoltà costituirebbe un vincolo all’operatività del gestore in contrasto con la netta differenziazione dei ruoli nell’ambito dell’impianto gestionale previsto dalla vigente normativa.
In ogni caso, anche la presenza di gestioni a benchmark non consente di individuare a priori i titoli azionari caratterizzati da una presenza stabile in quanto il gestore, che non è tenuto a replicare esattamente il parametro di riferimento, potrebbe decidere di non inserire i predetti titoli nel portafoglio gestito per conto del Fondo ovvero di inserirli in una percentuale diversa da quella prevista nel relativo benchmark.

Conclusioni
Per tutte le motivazioni sin qui addotte, il Commissario Straordinario del Fondo Nazionale di Previdenza per i Lavoratori dei Giornali Quotidiani “Fiorenzo Casella” ha ritenuto di non adottare la politica di impegno di cui all’articolo 124-sexies del TUF.
Un impegno più attivo potrà eventualmente essere valutato dal Fondo all’esito della procedura di amministrazione straordinaria laddove dovessero essere attivate modalità di esercizio dei diritti di voto su base consortile (ad esempio, mediante iniziative di Associazioni di rappresentanza dei fondi pensione) che determino il superamento delle condizioni illustrate in apertura con riferimento alla frammentazione dell’investimento azionario.

Altro in Comunicazioni, in evidenza